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Alla Cascina Malingamba le emozioni di Elisabetta Rogai in un bicchiere di vino…..

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il Lodolaio Chianti Classico Riserva Docg della Fattoria di Castelvecchi in Chianti

Ascolta il profumo del cielo, i colori della terra, è l’autunno che avanza. Stephen Littleword

E’ l’inizio dell’autunno, il vino, nel periodo magico per la vendemmia, il grande tassello alla base del vino: è festa, è gioia pura, è il vino toscano, il vitigno per eccellenza, la spina dorsale del Chianti Classico, l’uva che ci rappresenta nel mondo, quell’aroma, quel profumo, è qualcosa di ineguagliabile.

Ed ecco la Toscana di Lodolaio di Chianti Castelvecchi ed EnoArte di Elisabetta Rogai alla Cascina Malingamba di Origgio (Varese) per ascoltare il tempo e la natura per un magico incontro in una storica cascina lombarda, alla scoperta di questo incredibile mondo, dove si indovina un lungo lavoro fatto di passione e amore, valori, cultura e tradizione.

Ed Elisabetta Rogai coglie l’attimo, lo vive, trasformandolo in un momento evocativo, ma anche innovazione, pensato, riflesso dai suoi pensieri, dalla sua curiosità, dal suo eclettismo….. la tecnica EnoArte per una performance live, l’abbinamento dell’arte con il vino. usare, con l’arte, il prodotto del territorio che rappresenta in maniera efficace la nostra terra e tutte le caratteristiche della cultura come tradizioni, storia e la proiezione verso il futuro, stagione dopo stagione, emozioni in un bicchiere di vino, l’evoluzione delle aspettative e delle esigenze, gesti armonizzati da un rapporto che acquisisce le sfumature più sofisticate per far nascere un capolavoro della natura, e l’artista usa il vino di Casa Paladin, il toscano Lodolaio Chianti Classico Riserva Docg della Fattoria di Castelvecchi in Chianti, lei lo domina, con grazia e con sapienza, lo fa vivere, plasma il colore, gli da un anima.

All’inizio dell’autunno, proprio per celebrare il periodo della vendemmia, la Rogai si cimenta con il vino con una sua performance live e lo fa in Lombardia, alla splendida Cascina Malingamba di Origgio e racconta con le sue pennellate le lunghe distese di viti, la tavolozza infinita di sfumature di rosso, di arancio, i gialli, gli ocra, i viola, suggestioni autunnali, richiami alla terra che la ospita dove lo chef Massimo Dellavedova accoglie gli ospiti con i suoi sapori, che raccontano il territorio, la sua storia e le sue genti, emozionando e comunicando il ricordo del momento e delle persone con cui l’abbiamo condiviso, per un incontro magico tra vino, cucina e arte…..una serata perfetta!

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