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Presentazione

Elisabetta Rogai, un sogno di carne e colore

presentazione-01Se Elisabetta Rogai fosse una psicologa, sarebbe una gestaltiana. Ma è una pittrice, nota e affermata in Toscana, nel resto d’Italia e persino oltre i confini nazionali. Basta guardare le sue opere e sentiamo subito, sulla superficie degli occhi e della pelle, sensazioni diverse ma complementari: ci perdiamo nel suo uso sapiente del colore e delle scale cromatiche, eppure ci perdiamo con serenità, con filiale abbandono; ci lasciamo affascinare dai tratti delicati dei suoi personaggi femminili, ma ne percepiamo la tensione del movimento e dell’esistenza, la presenza visuale; godiamo della completezza di ciascun quadro, senza per questo perdere il gusto del dettaglio. Elisabetta Rogai, per dirlo con la psicologia della Gestalt, riesce perfettamente ad armonizzare soggetto e sfondo, sintetizzando dialetticamente in ciascun lavoro la sua potenza espressiva con la libertà di colui che guarda.
Sono ormai diversi anni che Elisabetta offre ai suoi ammiratori questo rapporto complice, questo scambio di sensibilità, quest’apertura a comunicare attraverso i canali sensoriali della pittura. I contesti prestigiosi delle sue esposizioni – da Cannes a Firenze, da Kyoto a Washington fino a Venezia e Berlino, la prossima frontiera – non impediscono, anche al novizio più sprovveduto, di ritrovare in ogni quadro un pezzo della sua intimità.

E se all’incisività comunicativa dell’animo di Elisabetta aggiungiamo la maestria nell’uso di supporti, strumenti e tecniche diverse ci facciamo un’idea della universalità del linguaggio di questa artista: alla tela si affianca il lino, all’olio e ai pigmenti si accompagnano calce e crete, che aggiungono un’aggressività plastica alle pennellate; talvolta cartone e carta di giornale sono inseriti a creare ulteriori increspature e vibrazioni grafiche, e persino il tessuto “denim” è diventato un innovativo supporto per la sua mano. Una simile versatilità giustifica le incursioni di Elisabetta in iniziative collaterali all’arte tout court: si pensi, ad esempio, che è il suo quadro “Astrid” ad aver fatto da etichetta per il vino ufficiale del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea. Elisabetta Rogai è una donna intrisa di femminiltà – una femminilità complessa e completa, a tutto tondo, polisemica, che riversa in ogni sua pennellata, in ogni sua scelta stilistica. Elisabetta è madre e moglie, sorella e amica, sogno di carne e colore.

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